sonias

lunedì, 31 marzo 2008

cosa uccide l'anima?

Non la delusione, non la speranza vana, non la sofferenza nel vissuto...

La consapevolezza dell'inesistenza......

Il comprendere che qualsiasi cosa esista il proprio sogno è più reale di essa....

Pensieri scritti da trinity978 alle 31/03/2008 19:10 |
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domenica, 16 marzo 2008

cos'è la malinconia?

Il pugno e la carezza............

le lacrime che fanno più male,quelle non piante.........

un amante che è consapevole di chi sei e ti ama per come ami essere.........

amore ,rabbia e pietà per se stessi.........

la morte che ti stritola il cuore e il parto che ti da vita.......

 

Pensieri scritti da trinity978 alle 16/03/2008 22:27 |
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la collaborazione e l'insistenza

 
Si può insistere fino al punto di non snaturare una personalità.
Quando ci si rende conto che non c'è equilibiro fra due esseri si deve avere il coraggio di prendere ognuno la propria strada..
o l'insistenza diventa un modo inconscio di voler plasmare l'altro a propria immagine e somiglianza.
Va bene chiarirsi,aiutarsi,capirsi..è quando non c'è accordo però ,ne più condivisione vera..che occorre lasciar perdere.
Le colpe all'inizio si danno anche quando non ci sono...è perchè è difficile inizialmente accettare di non esser fatti gli uni per gli altri.
Quando poi ci si rende conto che non è una sfida ne una colpa ,ma soltanto un non essere per l'altro ,si fa o si dovrebbe fare una scelta matura e coerente con i propri principi,la propria personalità e modo di essere.
l'alleanza è possibilissima se di fondo c'è accordo,volontà,scelta,condivisione...
se queste caratteristiche mancano viene a mancare la volontà stessa di collaborare e la motivazione per farlo.
Un discorso come questo vale ovviamente se in qualsiasi rapporto vi è inclusa l'onestà ed il rispetto per l'altro...
se questi requisiti vengono a mancare ecco che le colpe ritornano e sussiste il diritto di puntare il dito sull'altro.

Pensieri scritti da trinity978 alle 16/03/2008 15:06 |
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sabato, 01 marzo 2008

la differenza fra noi e il resto è labile

Sono le apparenze ad essere una delle tue tante sfaccettature,tu sei te stesso sempre,anche quando ti fingi un altro.
Non siamo soltanto ciò che definiamo "nostra natura" o meglio essa è composta di tutte le nostre manifestazioni accumulate nell'esperienza.
Un insieme di biologico, culturale, creativo, emotivo, razionale.
In parte rispondiamo a delle aspettative culturali e ad essere rispondiamo come la nostra cultura prevede,ma questo condizionamento non comincia da quando nasciamo,bensì da molto prima.

Abbiamo un bagaglio culturale di secoli che ha modificato nel tempo il nostro dna,plasmandoci sia in modo funzionale che creativo e innovativo,dicesi evoluzione.
In poche parole ora il confine tra ciò che siamo e ciò che manifestiamo è estremamente labile e indistinguibile,oppure non saremmo infarciti della confusione che ci accompagna tutta la vita.

Siamo il nostro unico punto fermo,ma è un punto contorniato da virgole.Siamo impossibili da delineare,impossibile è tracciare un confine fra noi e l'altro o fra noi e il vissuto,la cultura.Gli uni lo specchio degli altri e di ciò che ci circonda,così come tutto questo è il risultato e l'ovvia conseguenza di ciò che siamo

.

Pensieri scritti da trinity978 alle 01/03/2008 22:52 |
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